«L’Église a abimé la liturgie de la messe. Elle est trop bruyante ! C’est comme si on se célébrait nous-même. C’est devenu un moment convivial, alors que nous sommes là pour adorer Dieu, il faut une liturgie qui adore Dieu. On ne parle plus du salut et de l’âme !», se désole le cardinal Robert Sarah dans Le Club Le Figaro
Lo avevo detto e scritto più volte che nei testi del Vangelo e della Parola di Dio nella liturgia dei lezionario festivo e infrasettimanale, che i testi non corrispondono alle tradizioni originali. Là dove nel lezionario liturgico è tradotto dai nostri biblisti protestanti (perché traducono con malizia e ribellione) salvezza della vita (o una salvezza generica senza specifica), di fatto nei testi biblici, specie quelli di traduzioni passate, traducono "salvezza dell'anima".
Questo ci fornisce un quadro chiaro che vi è un piano di sovversione nella Chiesa, alla quale aderiscono sia teologi, che biblisti, per cambiare le parole del Divin Maestro Gesù Cristo e dei profeti dell'Antico Testamento, attraverso i quali Dio ha parlato.
Ciò va contro alle intenzioni di Gesù Cristo, il quale in un passo evangelico disse: "Io non sono venuto ad abolire la Legge e i Profeti, ma a portare a compimento".
Ergo teologi scrivono testi "fumosi", colmi di razionalismo per svuotare di contenuto la Parola di Dio, e si adoperano per pastorali contrarie, come se della Parola di Dio vi potesse essere un'evoluzione per adeguarsi, adattarsi ai tempi e alle perversioni indotte dai politici e dai potenti di turno.
Lo stesso fanno i biblisti, omettono o cambiano parti importanti della Parola di Dio nei testi liturgici, sicché i teologi possono portare avanti una pastorale devastatrice, poi ripresa erroneamente dai sacerdoti nella Chiesa, i quali si sono accorti di questo, ma tacciono e si adattano, mentre dovrebbero almeno correggere nei contesti dove operano gli stessi testi, riscrivendo le parti infedeli al testo, per non lasciare i credenti in una Parola di Dio, svuotata della sua "energia", del suo stimolo al cambiamento e alla conversione dei cuori.
"Poškodili sme liturgiu," povedal kardinál Robert Sarah vo videorozhovore pre Le Figaro Idées (2. apríla). "Je príliš hlučná. Príliš hlučná. Akoby sme oslavovali sami seba." Varoval pred zredukovaním bohoslužby na obyčajnú "družnosť" a zdôraznil, že triezvejšia liturgia oslavuje Božiu veľkosť. Kardinál Sarah tiež povedal: "Dnes prakticky nikdy nehovoríme o spáse" a upozornil, že "ak Cirkev nehovorí o duši a o tom, čo sa s ňou stane po smrti, potom zlyháva vo svojom poslaní".
To je iný bádateľ ,keď mu aspoň táto jedna vec z pokoncilového balíčka začína pomalu ,pomalenku dochádzať
"Estragámos a liturgia", disse o Cardeal Robert Sarah numa entrevista em vídeo a Le Figaro Idées (2 de abril). "É demasiado barulhenta. Demasiado ruidosa. Como se nos estivéssemos a celebrar a nós próprios". Ele advertiu contra a redução do culto a um mero "convívio", insistindo que uma liturgia mais sóbria celebra a grandeza de Deus. O Cardeal Sarah também disse: "Hoje, praticamente nunca falamos de salvação", e advertiu que "se a Igreja não fala da alma e do que lhe vai acontecer depois da morte, então falha na sua missão".
"Zniszczyliśmy liturgię", powiedział kardynał Robert Sarah w wywiadzie wideo dla Le Figaro Idées (2 kwietnia). "Jest zbyt głośno. Zbyt głośno. Jakbyśmy sami świętowali". Ostrzegł przed redukowaniem kultu do zwykłej "towarzyskości", nalegając, by bardziej trzeźwa liturgia celebrowała wielkość Boga. Kardynał Sarah powiedział również: "Dziś praktycznie nigdy nie mówimy o zbawieniu" i ostrzegł, że "jeśli Kościół nie mówi o duszy i o tym, co stanie się z nią po śmierci, to zawodzi w swojej misji".
Ostrzegł przed redukowaniem kultu do zwykłej "towarzyskości", nalegając, by bardziej trzeźwa liturgia celebrowała wielkość Boga. "jeśli Kościół nie mówi o duszy i o tym, co stanie się z nią po śmierci, to zawodzi w swojej misji". Wczoraj słuchałem kazania pewnego bpa. Prawie nie było słowa o Bogu, za to co zdanie to "dobro człowieka". W piekle na nic sie nie przyda już.
"Abbiamo danneggiato la liturgia", ha detto il Cardinale Robert Sarah in un'intervista video a Le Figaro Idées (2 aprile). "È troppo rumorosa. Troppo rumorosa. Come se stessimo celebrando noi stessi". Ha messo in guardia dal ridurre il culto a mera "convivialità", insistendo sul fatto che una liturgia più sobria celebra la grandezza di Dio. Il Cardinale Sarah ha anche detto: "Oggi non si parla praticamente mai di salvezza" e ha ammonito che "se la Chiesa non parla dell'anima e di ciò che le accadrà dopo la morte, allora fallisce nella sua missione".
Lo avevo detto e scritto più volte che nei testi del Vangelo e della Parola di Dio nella liturgia dei lezionario festivo e infrasettimanale i testi non corrispondono alle tradizioni originali. Là dove nel lezionario liturgico è tradotto dai nostri biblisti protestanti (perché traducono con malizia e ribellione) salvezza della vita (o una salvezza generica senza specifica) di fatto nei testi biblici, specie quelli di traduzioni passate, traducono "salvezza dell'anima".
Questo ci fornisce un quadro chiaro che vi è un piano di sovversione nella Chiesa, alla quale aderiscono sia teologi, che biblisti, per cambiare le parole del Divin Maestro Gesù Cristo e dei profeti dell'Antico Testamento, attraverso i quali Dio ha parlato.
Ciò va contro alle intenzioni di Gesù Cristo, il quale in un passo evangelico disse: "Io non sono venuto ad abolire la Legge e i Profeti, ma a portare a compimento".
Ergo teologi scrivono testi "fumosi", colmi di razionalismo per svuotare di contenuto la Parola di Dio, e si adoperano per pastorali contrarie, come se della Parola di Dio vi potesse essere un'evoluzione per adeguarsi, adattarsi ai tempi e alle perversioni indotte dai politici e dai potenti di turno.
Lo stesso fanno i biblisti, omettono o cambiano parti importanti della Parola di Dio nei testi liturgici, sicché i teologi possono portare avanti una Pastorale devastante, poi ripresi erroneamente dai sacerdoti nella Chiesa, i quali si sono accorti di questo, ma tacciono e si adattano, mentre dovrebbero almeno correggere nei contesti dove operano gli stessi testi, riscrivendo le parti infedeli al testo, per non lasciare i credenti in una Parola di Dio, svuotata della sua "energia" del suo stimolo al cambiamento e alla conversione dei cuori.
analisi giustissima, ma chiedo a sua Eminenza: Chi ha il potere di cambiare la liturgia? è molto facile fare analisi...bisogna anche dare e assumersi responsabilità!
"Megrongáltuk a liturgiát" - mondta Robert Sarah bíboros a Le Figaro Idées című lapnak adott videóinterjúban (április 2.). "Túlságosan zajos. Túl zajos. Mintha magunkat ünnepelnénk". Óva intett attól, hogy az istentiszteletet puszta "társalgássá" degradáljuk, és ragaszkodott ahhoz, hogy a józanabb liturgia Isten nagyságát ünnepelje. Sára bíboros azt is mondta: "Ma gyakorlatilag soha nem beszélünk az üdvösségről", és figyelmeztetett, hogy "ha az egyház nem beszél a lélekről és arról, hogy mi történik vele a halál után, akkor nem teljesíti küldetését".
"Nous avons abîmé la liturgie", a déclaré le cardinal Robert Sarah dans une interview vidéo accordée au Figaro Idées (2 avril). "Elle est trop bruyante. Trop bruyante. Comme si nous nous célébrions nous-mêmes. Il a mis en garde contre la réduction du culte à une simple "convivialité", insistant sur le fait qu'une liturgie plus sobre célèbre la grandeur de Dieu. Le cardinal Sarah a également déclaré : "Aujourd'hui, nous ne parlons pratiquement jamais du salut" et a averti que "si l'Église ne parle pas de l'âme et de ce qui lui arrivera après la mort, elle échoue dans sa mission".
Il a entièrement raison. Que de bruit dans les Eglises ! Il faut remettre Dieu à sa juste place, Il faut l'adorer et lui rendre grâce.
"Hemos dañado la liturgia", dijo el cardenal Robert Sarah en una entrevista en vídeo con Le Figaro Idées (2 de abril). "Es demasiado ruidosa. Demasiado ruidosa. Como si nos estuviéramos celebrando a nosotros mismos". Advirtió contra la reducción del culto a una mera "convivencia", insistiendo en que una liturgia más sobria celebra la grandeza de Dios. El cardenal Sarah también dijo: "Hoy en día, prácticamente nunca hablamos de la salvación" y advirtió que "si la Iglesia no habla del alma y de lo que le ocurrirá después de la muerte, entonces fracasa en su misión".
"Wir haben die Liturgie beschädigt", sagte Kardinal Robert Sarah in einem Videointerview mit Le Figaro Idées (2. April). "Es ist zu laut. Zu lärmend. Als ob wir uns selbst feiern würden." Er warnte davor, den Gottesdienst auf bloße "Geselligkeit" zu reduzieren und betonte, dass eine nüchterne Liturgie die Größe Gottes feiere. Kardinal Sarah sagte auch: "Heute sprechen wir praktisch nie über die Erlösung", und warnte: "Wenn die Kirche nicht über die Seele spricht und darüber, was mit ihr nach dem Tod geschieht, dann versagt sie in ihrer Mission."
"We have damaged the liturgy," said Cardinal Robert Sarah in a video interview with Le Figaro Idées (April 2). "It is too noisy. Too noisy. As if we were celebrating ourselves." He warned against reducing worship to mere "conviviality", insisting that a more sober liturgy celebrates the greatness of God. Cardinal Sarah also said: "Today, we practically never speak about salvation," and cautioned that "if the Church does not speak about the soul and what will happen to it after death, then it fails in its mission."